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Le modifiche alla legge fallimentare dopo il D.L. 83/2015, convertito con modificazioni con L. 132/2015

Le modifiche apportate alla legge fallimentare con il D.L. n.83/2015, successivamente convertito con L. n.132/2015, sono state animate dalla volontà di creare un più ampio “mercato delle sofferenze”, di disciplinare più a fondo il ruolo del curatore e di regolamentare più efficacemente le dinamiche dei procedimenti concorsuali.

In particolare, le maggiori novità sono state introdotte nell’ambito del concordato preventivo per consentire una maggior concorrenza nell’operazione, nell’auspicio che il mercato riesca a soddisfare in misura maggiore le ragioni dei creditori:

  • è stato reinserito il limite minimo di soddisfazione del chirografo – al 20% dell’ammontare dei crediti – nelle proposte concordatarie presentate dal debitore (v. art. 161 u.c. L.F.), con l’onere di inserire nella domanda l’utilità specificamente individuata ed economicamente valutabile che il proponente si obbliga ad assicurare in favore di ciascun creditore (v. art. 161 co. II lett. b)F. novellato);
  • il debitore non è più il solo legittimato alla presentazione di un piano di concordato: se il piano da lui proposto non soddisfa almeno il 40% del chirografo (o il 30% in caso di concordato in continuità), uno o più creditori rappresentanti almeno il 10% dei crediti, possono presentare una proposta concorrente di concordato che sarà sottoposta alla votazione dei creditori (v. art. 163 L.F. novellato);
  • non ci si è limitati alle sole proposte globali: si è introdotto altresì un istituto che assicuri la concorrenza nell’ambito delle offerte riferibili a singoli cespiti attivi. Quando il piano già individua un soggetto cui trasferire un bene del debitore verso il pagamento di un prezzo, il tribunale dispone l’apertura di un procedimento competitivo per raccogliere offerte concorrenti rispetto a quelle del piano (v. nuovo art.163bisF.);
  • sono previsti nuovi oneri in capo al commissario giudiziale nel fornire informazioni utili alla presentazione di proposte ed offerte concorrenti, nonché in merito alla legalità dello svolgimento della procedura ed alla pubblicità delle vendite (v. art. 165 L.F. novellato);
  • sono stati prolungati i termini per l’omologazione in vista della eventuale presentazione di proposte concorrenti (v. art. 181 L.F. novellato);
  • è stata infine introdotta la facoltà del debitore di richiedere l’autorizzazione allo scioglimento od alla sospensione dei contratti in corso di esecuzione (oltre che ancora ineseguiti). Ciò è possibile sia contestualmente al deposito della domanda di ammissione alla procedura (al tribunale), sia successivamente all’ammissione (al giudice delegato), previa audizione dell’altro contraente. Il credito derivante dall’indennizzo dovuto a quest’ultimo viene trattato come anteriore al concordato – nel rispetto dunque della par condicio creditorum – salvo eventuali prestazioni eseguite a seguito della pubblicazione della domanda di ammissione alla procedura, che saranno trattate in prededuzione.

Anche in tema di accordi di ristrutturazione dei debiti sono state introdotte vistose novità:

  • Di particolare rilievo è il neo accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari. Si prevede infatti che coloro i quali hanno oltre il 50% dei debiti con banche o intermediari finanziari possano presentare un accordo di ristrutturazione che individui una o più categorie di tali creditori e chiedere che gli effetti dell’accordo anche ai non aderenti al piano (c.d. cram down dei dissenzienti, in deroga alla disciplina codicistica in materia di effetti del contratto). Il tutto chiaramente previo rispetto di oneri informativi e di notificazione volti alla corretta instaurazione del contraddittorio (v. nuovo art. 182septiesF.).

Vengono altresì in rilievo le nuove agevolazioni ed estensioni in tema di accesso al credito per aziende in crisi:

  • L’imprenditore in stato di crisi vanta ora la possibilità di essere autorizzato dal tribunale a contrarre finanziamenti, finalizzati alla continuità dell’esercizio dell’impresa, anche prima del deposito della documentazione prevista dalla legge per l’omologa del concordato preventivo (cc.dd. concordati in bianco) o di un accordo di ristrutturazione o proposta dello stesso (v. nuovo art.183quinquies F.).

Infine, in tema di fallimento sono state introdotte delle misure volte a snellire i meccanismi processuali, nonché ad aumentarne la trasparenza e l’efficienza:

  • viene istituito il registro dei curatori, liquidatori e commissari presso il ministero della giustizia riportante i relativi provvedimenti di nomina, di chiusura e di omologazione, nonché l’ammontare del passivo e dell’attivo delle procedure chiuse (v. nuovo art. 28 u.c. L.F.);
  • si prevede il deposito di un progetto di ripartizione parziale per ogni eventuale acconto liquidato dal tribunale al curatore (art. 39 co. III L.F. novellato);
  • vengono modificati i termini entro i quali va presentato il programma di liquidazione da parte del curatore e ne sono previsti dei nuovi entro i quali sarà completata la ripartizione dell’attivo. Il mancato rispetto delle suddette scadenze, salvo circostanze motivate che lo giustifichino, costituisce giusta causa di revoca del curatore (v. art. 104bis F. novellato);
  • si è introdotta la possibilità di dilazionare i pagamenti dei corrispettivi previsti per le vendite dei beni della massa ed oneri pubblicitari a carico del curatore (v. art. 107 L.F. novellato);
  • è stata inserita una nuova modalità di chiusura della procedura: a seguito di ripartizione finale dell’attivo, anche in presenza di giudizi pendenti in cui è parte il fallimento, è facoltà del curatore procedere al riparto finale pur continuando a mantenere la legittimazione processuale per i contenziosi in essere. Le eventuali attività sopravvenute non danno luogo a riapertura del fallimento ma a riparti supplementari nei confronti dei creditori (v. art. 118 u.c. L.F. novellato).